22 giugno 2006

Crosere SS463-Viâl Rino Snaidero

Îr di sere o vin vude la comunicazion uficiâl di bande dal Assessôr che la rotonde no si fasarà: tant ben!
E pensâ che cualchi mês indaûr cualchidun mi à dite "Tu ti sês insumiât: nissun al à mai fevelât di rotonde".
Jo o ai simpri dite che e jere une robe che no leve ben e no mi displâs gran che achì no si fasarà la rotonde.
Al covente cjatâ une altre soluzion e o soi convint che nol covente butâ jù nissune cjase...
Tes prossimis setemanis la Zonte e varès di cjapâ contat cul Anas par resonâ insiemit suntune altre soluzion. Jo o metarès a puest la crosere cirint di vuadagnâ un toc di strade sistemant dongje Taboghe (par intindisi chel sblecut di jerbe tal cjanton in bas a diestre) par permeti a plui machinis di cjapâ la strade par Glemone, o intubarès i fossâi che a son su la statâl, o metarès un lampegjant zâl parsore la crosere e o cirarès di meti un tic di spartitrafic par chei che a vegnin jù di Susans sistemant la dople corsie dongje dal stop.
No stin a dismenteâsi che lis zonis plui pericolosis (e mi riferìs a incidents e dams une vore grâfs) no son li di cheste crosere, ma de bande di Cumierç. Achì il trafic al stop al cres 2 voltis in dì par durâ forsit 15 minûts. Su la statâl al covente no fermâ i camions, ma controlâ la velocitât: meti une rotonde al sarès stât meti un tapon su la direzion Nord-Sud che magari cussì no e à une vore di trafic pesant.

9 commenti:

Christian Romanini ha detto...

Ma voaltris ce idee vêso su la rotonde?

Anonimo ha detto...

dis di bon che je lade strucje, seno e cjatavin code fin a San Danel.

E mi semee di ve sintut che vevin di mandà une vecje al centro anziani e tirai ju le cjase.
Bhe cal ledi File tal centro anziani ma in tune stanse inbutide e cui barcons li che si viot il soreli a scacs.

e po' cemut fasevino, vevino di robà il parchegjo a Saidar, poscrodi se chel ti lasave fa!

poben je finide ben, come cal dis Christian e varesin di pensa a e dople curve di Cumierc che fas plui disgracjes.

Christian Romanini ha detto...

la cjase di butâ jù e jere che zalute che si pues viodi ancje te foto.

Anonimo ha detto...

Io mi chiedo se avessero detto al sindaco o al assessore "Buttiamo giù casa vostra, ma non preoccupatevi: al centro Anziani c'è posto anche per voi"...
Abbasso la rotonda sulla statale!!!

Anonimo ha detto...

Se solo ci fosse l'umiltà di qualcuno a mettersi in discussione e accettare le proposte che vengono dalle commissioni, vedreste che a questo punto questo problema si sarebbe già risolto... ma l'umiltà che dovrebbe contraddistinguere gli amministratori del nostro comune, semmai ci fosse stata all'inizio dei loro mandati, oramai è andata scemando. Un consiglio: non dimenticatevi che siete lì non perchè siete i migliori, non perchè siete bravi, ma solamente perchè siete il risultato della carenza di politica cronica che c'è a Majano. Forse.

stefano tuti ha detto...

Caro Christian, sul tema della risoluzione delle problematiche di questo nodo stradale, penso che bisognerebbe approfondire di più gli studi a riguardo. Le difficoltà con l'ANAS sono ben note e comunque in merito non ho una opinione certa, anche perchè non ho visto il minimo straccio di un progetto e valutare un'opera senza vederla e analizzarla dal punto di vista tecnico mi pare azzardato. Stento a credere, ma è una opinione personale, che una rotatoria risolva il problema, ma solamente perchè penso che sarebbe comunque troppo piccola per assolvere al suo scopo.
Piuttosto secondo me le soluzioni possibili sono tre:
- installazione di un semaforo lampeggiante da far funzionare regolarmente solo nelle ore di punta
- modificare la viabilità comunale sul viale e per l'attraversamento dell'incrocio con deviazione del traffico su altra strade limitrofe o nuove (e le soluzioni ci sono)
- sollecitare la provincia affinchè vi siano delle limitazioni al traffico pesante, anche se so benissimo che non risolvono il problema però, perlomeno aiutano.
Non dimentichiamoci però che l'approvazione del progetto spetta all'ANAS.
Quindi in alcune occasioni, anni fa, avrei sicuramente bloccato per protesta la statale come hanno fatto a Dignano quantomeno per ricordagli che esistiamo.

Christian Romanini ha detto...

Mandi Stefano, come che o vin fevelât plui voltis, o ripet che meti une rotonde alì al sarès come meti un tapon intune arterie: ce sucedial se si strope une vene? ti ven un infart. Li la direzion dal trafic pesant e à di jessi lineâr: provìn a pensâ une rie di camions che a scuegni cuasi fermâsi li de rotonde e magari, parcè che no rivin a fâle parcè che e je masse piçule, i montin parsore: un spetacul. e su lis dimension mi pâr che ancje l'ing. Honsell di Triest (chê che e veve lavorât par studiâ il trafic su incaric dal comitât di Cumierç) e vedi dite intune riunion publiche "Io ne ho viste di rotonde e non sono contraria, ma non capisco come l'Anas possa autorizzare una così piccola su una strada così importante". Se chestis peraulis no son veris, par plasê che cualchidun al intervegni e che mi corezi.
su la ocupazion de strade: al bastave dome di viodi a picheta... e dopo o varessin vût ce ridi!

Christian Romanini ha detto...

Jo no soi un espert, ma mi soi informât e o ai cjatât cheste opinion di personis che indi san plui di me
SI VOTE Sì PARCè:
1) Non è vero che la riforma faccia scempio della Costituzione: i principi fondamentali e i diritti di libertà contenuti nella prima parte non vengono toccati, perché la riforma modifica la seconda parte della Costituzione, che riguarda il funzionamento degli organi statali e regionali. Peraltro se vincessero i no non torneremmo alla Costituzione del 1948 ma a quella del 2001, modificata dal "federalismo" della sinistra, che ha creato tanti contenziosi tra Regioni e Stato e dunque sprechi di tempo e denaro.

2) È falso che la riforma porti alla "dittatura del premier". L'indicazione del suo nome sulla scheda elettorale, il potere di nomina e revoca dei ministri, la facoltà di chiedere lo scioglimento della Camera, erano previsti nella bozza di riforma della commissione D'Alema del 1998. Sono gli stessi poteri che hanno sindaci, presidenti di provincia e di regione, servono per garantire stabilità di governo e tutelano il diritto dei cittadini di scegliere un primo ministro, un governo, un programma, garantendo questo diritto con le norme antiribaltone.

3) La riforma non mette in pericolo l'unità nazionale ma al contrario la rafforza, perché: a) introduce il concetto di interesse nazionale e dà al governo il potere di bloccare le leggi regionali che danneggino l'interesse collettivo; b) distingue con chiarezza le materie di competenza statale e quelle di competenza regionale, riportando allo Stato la competenza su tredici importanti materie (prime fra tutte energia e infrastrutture) e perfezionando il meccanismo di devoluzione alle Regioni.

4) Non avremo venti sanità regionali perché le Regioni faranno leggi sull'organizzazione ospedaliera e sanitaria per una gestione più attenta alle esigenze locali ma rimane allo Stato il compito di garantire i livelli essenziali di assistenza. Allo stesso modo le Regioni avranno competenza sull'organizzazione delle scuole e sulla formazione professionale ma i programmi di studio restano nazionali, integrati da moduli di insegnamento regionali, per preservare le tradizioni delle singole regioni.

5) Sarebbe meglio fare le riforme costituzionali con l'accordo di tutti: peccato che nel 2001 la sinistra per prima riformò la Costituzione da sola. Inoltre "dimenticano" che la Costituzione stessa prevede un procedimento di modifica a maggioranza e di conseguenza un referendum confermativo come giudizio ultimo affidato al popolo.

Dunque il 25 e 26 giugno vota e fai votare Sì per dire no alle falsità della sinistra e per confermare una buona riforma, che divide con chiarezza i compiti di Stato e Regioni e che velocizza e razionalizza la procedura per fare le leggi. Votare Sì salva una riforma che garantisce più potere ai cittadini, istituzioni più efficienti e che riduce di 175 il numero dei parlamentari, misura simbolo di uno Stato meno costoso e più produttivo."

Christian Romanini ha detto...

Dopo ce che al è sucedût lunis, jo no mi platarès daûr la figure di "costituzionalisti": fevelìn clâr e disìn che cheste votazion e à un caratar une vore politic, cussì politic che la sinistre e va cuintri ce che la stesse comission D'Alema e veve proponût tal 1998 (va a viodi il pont n.2 chi parsore). Chest dome parcè che la sinistre no je rivade a fâ la riforme, Berlusconi invezit sì. SI VOTE Sì