23 aprile 2009

A doi agns de muart di pre Antoni

Vuê, cun pre Roman e lis peraulis che al à scrit su La Patrie di Avrîl, o ricuardi pre Antoni (te foto), mancjât ai 23 di Avrîl dal 2007.
A son bielzà doi agns che pre Antoni al à lassade la sene di chest mont. O volìn ricuardâlu e onorâlu ancjemò cuntun tocut dal De Senectute, vore che lui al steve svilupant prime che la muart lu brincàs. L’an passât o vin metût l’inizi de riflession. Cheste volte o metìn la fin. Si trate naturalmentri di une opare no finide o, al sarès miôr dî, apene scomençade. La finâl, cence puntegjature, le lassìn come che le veve lassade lui.
Pe leture integrâl dal De Senectute o rimandìn i amîs de Patrie dal Friûl al libri, fresc di stampe, che Glesie Furlane e à burît fûr cun chê di onorâ la memorie dal amì pre Antoni, propit in ocasion dal secont aniversari de sô muart.
pre Roman


Ve chi la ultime part dal De Senectute che Glesie furlane e presentarà domenie che e ven, ai 26 di Avrîl a lis 6 di sere a Vençon.

Cundut a chel, però, e cence savê ce che mi puartarà l’avignî (di sigûr no grancj salustris), o soi a dî che ancje la malatie, il mâl fisic e morâl, i moments negatîfs de vite a àn une lôr impuartance e un lôr valôr. No dome par fâti cognossi la realtât interie de vite, ma ancje par temprâti, par rinditi plui fuart, plui essenziâl, plui sapient, plui realtîf. Par fâti gjoldi di plui di chês speris di lûs tra un burlaç e chel altri che la vite ti regale e par judâti a capî in profondiutât e no par proforme chei che a tribulin e a cainin dongje di te. Il dolôr ti dà umiltât e caritât, passience e sapience, profonditât e compassion. O disarès che al rive a tirâ fûr di te e di chei dongje di te lis miôr cualitâts, cu la cuâl che tantis voltis la salût e la furtune matereâl ti rint insensibil, superficiâl, egoist e malpazient. Cul dolôr tu cressis e tu madressis, cul ben tu riscjis di restâ frut, cun dutis lis pecjis dai fruts. Tantis voltis mi domandi se o varès fat dut ce che o ài fat se o ves vude salût. O varès corût di plui, consumât di plui, ma forsit o varès strassade la vite in maniere stupide. Par chel o dîs, cu lis lagrimis tai vôi e strengint i dincj: “Grazie, Signôr, ancje dal mâl

3 commenti:

Christian Romanini ha detto...

GIOVEDÌ, 23 APRILE 2009

Pagina 10 - Cultura e spettacoli

Domenica a Venzone – nel secondo anniversario della scomparsa – si presenta il libro inedito e incompiuto dedicato all’ultima stagione

“De Senectute”, il congedo letterario di pre Bellina




di NICOLA COSSAR

«Con il dolore cresci e maturi, con il bene rischi di rimanere bambino, con tutti i difetti del bambino. Tante volte mi domando se avrei fatto tutto quello che ho fatto se avessi avuto salute. Avrei corso di più, consumato di più, ma forse avrei buttato la vita in maniera stupida. Per questo dico, con le lacrime negli occhi e stringendo i denti: “Grazie Signore, anche della malattia”».
Non c’è neanche il punto, soltanto tanto bianco dopo queste ultime riflessioni lasciate sul computer alle 15.38 del 19 aprile 2007. Pochissimi giorni dopo, il 23, don Antonio Bellina, per tutti per Antoni Beline, sarebbe tornato alla casa del Padre. Non è riuscito a finire quella che sentiva sarebbe stata l’opera del suo congedo terreno e che aveva intitolato De Senectute, un lavoro che ha poco a che spartire con Cicerone ma che invece ferma – con la forza e la schiettezza dell’amatissima lingua friulana – il suo pensiero, la sua fede, il dolore e la suprema accettazione della stagione ultima. Glesie furlane, che si occupa, con grande attenzione e infinito affetto, della pubblicazione dell’intero corpus letterario di pre Toni, ha deciso di darlo alle stampe così, incompiuto nelle sue 112 pagine, perché il senso rimane, il messaggio c’è, chiarissimo, come sempre.
Con questo spirito il libro – primo tomo dell’opera omnia – sarà presentato domenica, alle 18, nel duomo di Venzone, in occasione della messa per ricordare il secondo anniversario della morte (a Basagliapenta, la sua ultima parrocchia, il rito sarà celebrato stasera alle 20). Volume incompiuto si diceva, ma don Bellina ne aveva già delineato la struttura, stendendo l’indice, con questi titoli: Arrivato all’età dei miei avi; Il sentiero ingarbugliato della vita; La mano che mi ha accompagnato; Dalla terra alla luna; Sconvolgimento geografico, culturale, economico, sociale, religioso; Momenti belli; Momenti brutti; Cadere e rialzarsi; Ricordi e rimorsi; Dal dover fare tutto a fare ciò che si riesce; Il dono della fede; Il dono dell’amicizia; Il dono della cultura; La fortuna di appartenere ad una famiglia; La fortuna di appartenere ad un paese; La fortuna di appartenere ad un popolo; La fortuna relativa di appartenere a una chiesa e a un clero; Guardare al passato con orgoglio: Guardare avanti piuttosto che indietro; Mai smettere di progettare; Recuperare l’umanità: Prepararsi al grande viaggio; La vita e la grazia; La morte come il grande volo verso la libertà; Il cielo come definitiva ricomposizione.
Venticinque i capitoli progettati, soltanto sei quelli sviluppati e un settimo appena abbozzato. «Si tratta di una minima parte – scrive nella presentazione, sempre in marilenghe, pre Romano Michelotti –. Anche leggendo i titoli dell’indice, si ha l’idea di quanto interessante e importante fosse l’argomento per tutti noi che viviamo in una società che non accetta di invecchiare, che non vuole prepararsi a dare senso agli ultimi passi della propria vita: brutti segnali di umana insipienza! Leggendo questo inedito si ha la percezione che pre Antoni sentisse di essere arrivato in fondo; il fisico lo stava abbandonando: “Sento che il sole sta tramontando”. Ma si avverte ancora una volta tutto il suo vigore interiore». Racchiuso in poche pagine di poesia e sapienza, contemplazione e ragionamento, fede e calore umano, serenità e malinconia, schiettezza e passione, bibbia e vita. Insomma, pre Beline. Vivo in quelle pagine, e in tutti noi.

Christian Romanini ha detto...

GIOVEDÌ, 23 APRILE 2009

Pagina 10 - Cultura e spettacoli

80 MILA EURO PER L’OPERA OMNIA

Dalla Provincia
Con la firma, ieri a palazzo Belgrado, del protocollo d’intesa tra la Provincia di Udine e Glesie furlane, un altro importante passo è stato compiuto nell’impegno – preso solennemente nell’ottobre dello scorso anno dal presidente Fontanini – per la pubblicazione dell’opera omnia di pre Antoni Beline. Il contributo dell’ente intermedio (80 mila euro spalmati su 5 anni) certo non sarà sufficiente a garantire la stampa della cinquantina di opere inserita nel progetto Pre Antoni Beline: un profete pal Friûl di doman, ma è un segno di rinnovata attenzione verso il percorso umano, spirituale e letterario del sacerdote venzonese spentosi due anni fa. Il finanziamento andrà a sostenere la pubblicazione di nove libri: Sul at di voltâ pagjine, Par amôr o par fuarce?, Eutanasie di un Patriarcjât, Amôr di patrie, Fortunât il popul che il Signôr al è il so Diu, Rogazions, Cirint li solmis di Diu – V, Trilogie e De Senectute (inedito e incompiuto che sarà presentato domenica a Venzone). A sottoscrivere il documento, ieri, con il presidente Fontanini c’erano il presidente di Glesie furlane, Giovanni Pietro Biasatti, don Romano Michelotti, don Antonio Cappellari, don Giuseppe Cargnello, don Lorenzo Dentesano e Christian Romanini. «Ritengo che si stia parlando di uno dei progetti più importanti per la letteratura friulana – ha confermato Fontanini –. Tutti noi abbiamo un debito verso quest’uomo che ha speso la sua vita per il Friuli, la sua gente e la sua cultura. Creare una biblioteca completa con i suoi scritti, le sue interviste e i suoi libri è un dovere che abbiamo sia con Pre Toni sia con la comunità friulana. Tutti infatti devono avere la possibilità di conoscere le sue opere». Il progetto di Glesie furlane prevede l’edizione completa in marilenghe. «Qui non si tratta di essere contro l’italiano – ha commentato Fontanini –, ma di rispettare la volontà di divulgazione della marilenghe di Pre Toni».

patrizia ha detto...

sono andata alla presentazione del libro
(mi sono piaciuti i 3 interventi)
e l'ho acquistato.
fra i lettori del blog, c'era qualcuno?